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| Agli Uomini... |
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Contemplo la bellezza dei tuoi profili, così armoniosamente diafani ed acerbi,
posso solo immaginare le mie dita sfiorarli e percorrerli,
è come toccare cristallo caldo.
Voglio ogni tuo respiro, voglio farlo mio.
Voglio il sussurro della tua voce, che sia la colonna sonora dei miei giorni.
Mi fai desiderare di esser sole, per asciugare le tue lacrime e farti scudo dal freddo,
e di esser pioggia, per bagnare i tuoi delicati capelli, scivolare sulla tua levigata pelle.
Desiderare ancora ed ancora una volta di essere l'ombra della notte
che culla il tuo corpo dormiente.
E di essere sangue, per donarti vita e scorrerti dentro, per accarezzarti il cuore
e stringerlo tra le mani.
Insegnami l'amore, guidami nell'ardore del tuo corpo fino a perdere la ragione,
rapita dalla liquida profondità dei tuoi occhi.
Insegnami la lussuria, ad assaporare i caldi gemiti della passione.
E non giudicarmi per voler essere divorata dalle tue carni, dai tuoi sospiri.
L'anima succhiami dalle vene come un bimbo al seno, per farmi morire tra le tue braccia,
con le tue vermiglie labbra a donare l'ultimo sorriso ai miei occhi adoranti.
Guardami impazzire per te.
La mia mela del peccato, sei tu
Medusa
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Perchè non posso volare
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Foto di Roberto Kusterle
Piume delicate e impalpabili mi coprono il viso, sfiorandomi lineamenti tirati
un'unica espressione di amaro rimpianto da esse celata.
Piume cristallizzate dalle lacrime salate di antichi pianti
ricordi di dolori vivi, di anguste sofferenze.
E non senza sforzo tento di non soffocare,
reprimere il dolore per sopravvivere ancora quanto basta, fino al prossimo respiro.
Ma è un dolore atroce.
Guardo inesorabile la mia caduta mentre ogni cosa attorno a me si fa sempre più veloce
veloce da farmi impazzire, perdere dettagli come respiri dalle mie labbra
certa che le sole cose tangibili che rimarranno di me saranno solo ricordi.
Avrei voluto volare, arrivare fino al sole, sfiorare le effimere guance dell'infinito
e baciare i suoi occhi per sempre.
Avrei voluto volare ed essere rinchiusa nel tempo,
fra i rassicuranti e caldi palmi delle sue mani.
E invece precipito.
...e uccidimi prima...
...Hope you try to kill me...
...prima che mi fonda con la terra...
...Hope you try to kill me...
...e uccidimi prima, regalami di rimanere in volo per sempre...
Uccidimi, e rimarrò in volo per sempre.
Non posso volare,
perchè il mio cielo...
...non esiste.
Medusa
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giovedì, 12 febbraio 2009
CERTEZZE...
In questi tempi ho avuto un pò da fare, e poco tempo per scrivere.
Poco tempo, e poca inclinazione alla scrittura.
Sarà che ogni volta che devo scrivere non lo faccio per diletto, ma per riassumere i libri e le montagne di pagine che devo portare agli esami...
Ma oggi pomeriggio ho deciso di non studiare.
La testa mi fa male e stare chinata su di un libro non mi aiuta minimamente, quindi ho pensato di scrivere poche righe sul mio blog, finalmente dopo tanto tempo, per ricordare (sia a voi ma soprattutto a me) che non sono morta, ma son qui, con i miei soliti alti e bassi!
Oltre ai miei bassi, in questo periodo si è insinuata in me una sensazione strana, quasi di fatalità, il destino che ti abbandona...
E' un movimento viscerale che mi accompagna ogni giorno da qualche settimana, un miscuglio tra mal di pancia e gambe molli, una sorta di nausea mattutina ma che non se ne va più, benchè io fortunatamente non abbia ancora dovuto sopportare tali disturbi giornalieri.
Non guardatemi così, sto benissimo fisicamente, quest'inverno non mi sono mai ammalata, a parte una settimana di raffreddore, e il mio fisico regge bene per mia fortuna, sono persino dimagrita!
No, il malessere di cui parlo è maggiormente assocciabile con quella ciò comunemente è detto FIFA.
E oggi ho scoperto il perchè!
Quando in queste settimane sono uscita di casa, l'ho sempre intravisto, e piano piano ha preso posto nei miei pensieri.
E' sempre stato presente vicino a me, ti è vicino, anche se non riesci subito a percepirlo.
E' una presenza costante, si avvicina in silenzio, ti soffia sul collo e se ne va altrove quando ti giri.
Ha un sorriso accattivante, quando riesci a scorgerlo, e cadi nel suo tranello, finchè finalmente non ti accorgi di lui.
E quando accade, non c'e' più scampo.
E io oggi l'ho visto, finalmente ne ho le prove.
Sta arrivando... preparatevi... non c'e' più certezza per nessuno...
STA ARRIVANDO!!!
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mercoledì, 29 ottobre 2008
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Pensiero notturno.
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Mi rendo conto che è piuttosto tardi, guardo l'orologio della camera da letto segnare le tre e un quarto accompagnato dal suo incessante ticchettio.
In realtà devo ricordarmi che è l'unico orologio della casa a non essere ancora stato regolato sull'ora solare.
L'ora delle giornate piovose e dei pomeriggi bui.
Non è raro che io non dorma a quest'ora della notte, anzi a pensarci bene sono anche in anticipo sulla mia solita tabella di marcia che prevede PC pure fino alle due e mezza passate.
Poco male, tempo in più per leggere visto che ho iniziato il nuovo libro.
Me ne sto ranicchiata sotto le coperte con un piede che batte perchè non muovo la gamba destra da parecchi minuti e si è come fossilizzata in una posizione comoda ma poco consona alla mia solita postura da letto.
Fa insolitamente freddo in questa camera, e ringrazio il mio organismo di avermi donato questa notte dei piedi insolitamente caldi...
Capiterà sempre più raramente d'ora in avanti.
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Ci sono fin troppi rumori in questa casa, dovrebbe essere immersa nel silenzio notturno ed invece il ticchettio delle lancette dell'orologio ritardatario al quale accennavo poco fa sta cominciando a darmi sui nervi.
Il caricabatterie del cellulare produce quel suono di sottofondo malaticcio che possiamo paragonare ad un sussurro tecnologico permanente, uno dei peggiori compagni delle mie notti insonni.
E' incredibile come suoni così impercettibili possano diventare talmente asfissianti da non permetterti di dormire e ascoltare il silenzio. Quello vero.
Da quand'e' che non mi capita più di sentirlo...
Papà russa, nonna tossisce sommessamente e la casa scricchiola dei suoi movimenti di assestamento ad intervalli regolari.
Insomma, ci sarebbe ottimo materiale per una "gustosa" sinfonia futurista.
Fortuna che ora con le finestre chiuse non sento i rutti del vicino.
Mentre scrivo queste ultume righe guardo i riflessi sanguigni che la mia lampada proietta sulle mie vetrose e lucide unghie nere e mi appresto a concedermi al buio e alla morbidezza delle coperte; se mia madre mi trova ancora sveglia poi dopo chi la sente!
E vorrei anche poter abbandonare il letto domattina alle nove e mezza senza sentire la morbosa necessità di defenestrare il cellulare con sveglia annessa.
Chissà, ce la farò? Buonanotte Elena, dormo bene.
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Elena&Medusa |
| Bivio. |
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Pensi di poter guardare lontano e vedere cose belle, cose che stupiscono, rincuoranti, realizzanti, cose tue.
Scrutando oltre ciò che sei ti accorgeresti di valere qualcosa, che varrai qualcosa.
Oltre l'ombra del tuo essere odierno scopri la figura che in futuro ti apparterrà.
La vedi crescere, viaggiare, unirsi ad altre, imparare cose nuove, lavorare e rinforzarsi emotivamente.
Perchè io non la vedo?
Perchè ho una benda nera sulla testa, che mi copre gli occhi, non mi consente di intravedermi in quella moltitudine di ombre che sono gli altri?
Come mai non mi è chiaro il mio futuro, perchè è tutta appannata ed oscura la mia vista?
Potevo avere ambizioni più semplici, idee più futili ma che mi avrebbero reso contenta comunque, invece di rendermi così cieca verso il mio avvenire?
Dovrebbe in fondo essere così facile cambiare la propria vita, percorrendo al bivio la strada opposta a quella scelta in precedenza.
No, invece non è così.
Sarebbe più facile ritrovare la propria ombra tra infinite, e ricucirsela sotto i piedi.
Questo si, che sarebbe più facile.
Elena&Medusa
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